Ma a volte mi piace fare il figo, mi piace fingere di essere quello che non sono.
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...se non mi fosse capitata avrei continuato a credere che queste cose non succedano...---------------------
Mi sa che l’amo. Mi sa che per la prima volta sono innamorato. Intendo dire innamorato veramente.
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Metaforicamente ho fatto al braccio quello che nell’ultimo periodo ho fatto alla mia vita: l’ho ripassata tutta con una mano invisibile e l’ho accarezzata cercando di restituirle
una temperatura da essere umano vivo.
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Nonostante tutte queste cose, però, non ero felice. Soprattutto non ero una persona libera.
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e volevo uscire da me stesso, strapparmi la pelle di dosso, scappare!
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Ci sono delle volte in cui ho la sensazione che due braccia siano troppe per dormire bene. C’è un braccio che non si sa dove mettere. Senza, secondo me, si dormirebbe meglio.
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Mi piace la loro compagnia anche se silenziosa e sconosciuta. Le donne sono belle da respirare.
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Se vuoi essere felice, se vuoi essere libero, impara ad amare. Ad amare, e a lasciarti amare.
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Conosco un sacco di modi per morire, ma non per vivere”.
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Infatti non si trattava di capire, ma di riconoscere.
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Una parte di me mi diceva che ero stupidamente eccitato e che sarebbe stato solo uno sporadico entusiasmo e alla fine non sarebbe cambiato nulla.
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Paura di non essere pronto. Di non essere all’altezza. la paura di perdere il controllo, o di trovarmi spiazzato e soffrire troppo
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Quindi per me il significato della parola felicità era: mancanza di dolore.
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E anche se la vita mi regalava una cosa bella, io non la sapevo gestire, non ero pronto e mi faceva paura.
Non ero capace di stare bene fino in fondo.
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Perché una donna felice non tradisce. Una donna felice è sempre fedele. Non ha bisogno di nient’altro.
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Non ero partito con l’idea di provarci, ma visto che ero lì... Perché no?
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Avevo sempre confuso le due cose. Felicità e piacere.
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Sinceramente avevo anche un po’ paura. Paura di scoprire qualcosa di me che non volevo.
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Nell’arco della vita puoi incontrare un sacco di persone e di qualcuna diventare ve-
ramente amico. Ma chi ha passato con te il periodo dell’adolescenza conserva un posto
speciale.
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Con lui avevo pianto, e lo avevo visto piangere. Sapeva tutto della mia vita e io della
sua.
Per me è sempre stato più che un fratello. Dovessimo anche separarci per sempre, non staremmo mai l’uno senza l’altro perché Luca ce l’ho nella pelle, nel sangue, disegnato in fondo alle pupille. Per lui farei qualsiasi cosa.
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Potevamo stare lontani chilometri e chilometri senza soffrire, ma non metri.
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Mi veniva da pensare che doveva esserci qualcosa di più. Qualcosa che avesse più senso.
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Sei tu che dai il sapore alle cose, incontrandole. ...Forse è vero che penso troppo.
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Forse la libertà poi non è nemmeno poter fare ciò che si vuole senza limiti, ma piuttosto saperseli dare. Non essere schiavi delle passioni, dei desideri. Essere padroni di se stessi.
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Bisogna avere coraggio. Il coraggio di scendere. Il coraggio di fermare quell’esistenza. Il coraggio di essere liberi.
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quante cose non conosco di me? Quante informazioni sbagliate, convinzioni errate, cambiamenti conosciuti?
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mi faceva sentire parte di qualcosa di più grande.
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Ma come potevo incontrare qualcuno e conoscerlo davvero se non sapevo neppure chi ero io? Come potevo donarmi a un’altra persona se non sapevo nulla di me? Sarebbe stato come regalare un libro che non avevo letto. Che senso ha?
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Volevo cambiare il mondo e alla fine ero cambiato io.
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Perché non c’era niente di peggio di una vita senza una vita.
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avevo voglia di stare con una persona che mi avesse scelto. Volevo essere SCEL-TO! Volevo una persona che voleva me. Una persona per la quale io non potevo essere sostituito da un giorno con l’altro. Una persona che mi facesse sentire speciale. Diverso da tutti. Un individuo. Una persona.
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Mi vengono in mente i giorni interi che ho passato sui libri per preparare un esame all’università che
adesso nemmeno ricordo. Sarà servito a qualcosa? Me lo auguro, visto che erano giorni della mia vita.
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Fortuna che ho capito che la mia vita ha un valore e quel valore glielo do io con le mie scelte e con il coraggio delle mie decisioni. Ho imparato a pormi una domanda ogni sera prima di addormentarmi: cosa hai fatto oggi per realizzare il tuo sogno, la tua libertà?
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Tutte quelle paure che in passato mi avevano bloccato non esistevano più. Perché è cambiato tutto. E con un nuovo punto di vista ho imparato cose che prima non riuscivo nemmeno a immaginare.
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Forse il problema non era capire o far capire, ma era amare.
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non significa niente amare tanto o amare poco. Si può solo amare o non amare.
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Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non sarà mai distruttivo. Perché l’amore, quando è distruttivo, non è amore.
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Ho capito che nella vita devo fare quello che mi spetta, poi il resto si muove di conseguenza, ma il primo passo lo devo fare io. Non sono le cose che vengono verso di me, sono io che devo andare verso di esse.
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Di conseguenza, non mi sentivo padrone del mio corpo ma responsabile. Come se mi avessero affidato a me stesso.
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Ho imparato che per ogni cosa ci vuole il tempo giusto. Che bisogna saper aspettare: aspettare che il pane lieviti, che il pane cuocia. Che alterare questi tempi vuol dire alterare la qualità. E che alla fine tutto quello che fai deve passare dal forno. E il forno è la coscienza. È dopo che il pane è uscito dal forno che capisci se hai fatto le cose giuste o no.
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Ma la mia vocina interiore mi diceva: “Finché ci sei nella vita, provaci”.
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Le parole che ho pronunciato dentro di me sono state: “Io, con questa, ci faccio almeno dieci figli”.
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Perché l’amore quando circola, quando viene vissuto è leggero e fa sentire leggeri, ma se viene bloccato, se non lo si vive diventa piombo.
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Finché una persona c’è, voglio cercare di darle tutto ciò che ho, tutto ciò che mi è possibile.
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Non aspettavo più giornate speciali e colorate, ma ero io a renderle speciali, ero io a colorarle. Perlomeno facevo il possibile, la mia parte. Quello che mi era concesso. Fino in fondo.
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Cercavamo e trovavamo incastri perfetti. Un puzzle fatto solamente da due pezzi. Io e lei.
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Non avevo mai provato una cosa così. Avete presente quando da piccoli si provava a sfregare due legnetti per fare il fuoco? Era come se con le altre donne fossi riuscito a scaldarli, e con lei, invece, a fare finalmente la fiamma.
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Tu sei tutto ciò che prima non sono mai riuscito a dire, mai riuscito a vedere, fare, capire. Finalmente sei qui... ho aspettato tanto.
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Per una serie di paure e altre cose non sono mai andato fino in fondo in un rapporto. Non ho mai messo le carte in tavola.
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Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l’alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti.
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“Io sto bene da solo ma da quando ti ho incontrata è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno. Mi costringerai a essere attento. Degno dell’amore che provo per te. “Come potrei convincerti che saprò amarti se non sapessi amare me stesso? Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso?
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